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‎ Fazi Editore

 Fazi Editore

La Fazi Editore è stata progettata e ideata nel 1994 da Elido Fazi, economista e già Vice President dell’Economist e al tempo Amministratore Delegato e maggiore azionista di Business International, allora società leader in Italia nell’organizzazione di eventi, sia nel campo dell’economia che del management. I primi 3 l…

About the Publisher

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La Fazi Editore è stata progettata e ideata nel 1994 da Elido Fazi, economista e già Vice President dell’Economist e al tempo Amministratore Delegato e maggiore azionista di Business International, allora società leader in Italia nell’organizzazione di eventi, sia nel campo dell’economia che del management.

I primi 3 libri pubblicati dalla casa editrice vedono la luce nel 1995, in una collana di classici denominata Le porte: sono una nuova edizione dell’Arte Poetica di Orazio, curata da Claudio Damiani; La caduta di Iperione di John Keats, prima traduzione in italiano del poema (a cura dell’editore stesso); Gli irati flutti di W. H. Auden.

All’inizio, l’unico consulente della casa editrice è Emanuele Trevi. A dirigere la redazione viene chiamata Laura Senserini. Capo Ufficio Stampa è Mauretta Capuano. Successivamente, cominceranno a collaborare Arnaldo Colasanti e due giovani redattori, Simone Caltabellota e Vincenzo Ostuni.

Nel 1997 viene lanciata la collana di narrativa Le strade. Il primo libro pubblicato è A ovest di Roma di John Fante, a cui faranno seguito poco dopo Quell’occhio, il cielo di Tim Winton, Eureka Street di Robert McLiam Wilson, La statua di sale di Gore Vidal, Sud di Colm Toibin e Amy e Isabelle di Elizabeth Strout.

Nel 1999 viene lanciata la collana di narrativa italiana Le vele. Il primo libro pubblicato è I reni di Mick Jagger di Rocco Fortunato, primo libro della Fazi Editore ad essere venduto in vari paesi all’estero. Seguono nella stessa collana gli esordi di Carmine Abate, poi vincitore del Premio Campiello nel 2012; di Filippo Tuena, che nello stesso anno vince il Premio Grinzane Cavour con Tutti i sognatori; di Lorenzo Licalzi con Io no, da cui sarà tratto un film diretto da Simona Izzo e Ricky Tognazzi.